Psicoanalisi in sedute lunghe

La psicoanalisi in sedute lunghe

Le sedute lunghe sono state messe a punto per imprimere al lavoro analitico un ritmo associativo che favorisca il superamento delle resistenze e faciliti il ritorno del rimosso, e comportano due parametri congiunti e indissociabili: la durata e la frequenza. La durata è di tre ore, la frequenza è di almeno cinque volte la settimana.

Con questo ritmo di lavoro, diventa possibile immergersi nel racconto della propria vita, descriverla senza fretta fin nei minimi dettagli e lasciarsi andare a rivivere ciò che si descrive.
Le associazioni libere, chiave dell’efficacia della psicoanalisi, acquisiscono una continuità, un’ampiezza e una profondità indispensabili per recuperare i vissuti infantili rimossi, ritrovare i loro legami con gli schemi ripetitivi, le manifestazioni transferali e i derivati dell’inconscio, e chiarire con precisione i conflitti nevrotici. L’elaborazione ne è rafforzata e conduce rapidamente a una risoluzione fisiologica delle tensioni psicobiologiche.

Una psicoanalisi in sedute lunghe si svolge per periodi di circa due mesi di regola una volta all’anno.
Si tratta di un quadro di lavoro specifico che richiede apposite competenze dell’analista sui piani teorico, tecnico e metodologico.

La frequenza quotidiana

La frequenza quotidiana, con al massimo due giorni di pausa settimanali, riprende la pratica freudiana originale della psicoanalisi.

È indispensabile perché il lavoro svolto in seduta non si disperda tra la vita dell’analizzato e non si frammenti; è essenziale alla formazione di una trama associativa, che si amplia e si approfondisce da una seduta all’altra. Questa trama associativa è il principale elemento per rendere permeabile la memoria preconscia, mettere in luce la sovradeterminazione e lasciare affiorare i contenuti inconsci.

La durata di tre ore

La durata di tre ore permette di lasciarsi andare al racconto della propria vita senza essere interrotti e raggiungere una verbalizzazione pienamente associativa.

Il materiale della prima ora di seduta richiama associativamente il materiale vitale e serve quindi da innesco al vero lavoro associativo, quello della memoria preconscia. A partire dalla seconda ora, la memoria preconscia può esprimersi, alimentare l’elaborazione e aprire la strada al ritorno del rimosso.
Gli elementi inconsci apparsi nella verbalizzazione facilitano le prese di coscienza e chiariscono il materiale della seduta, che giunge così a una conclusione naturale.

Alessandro Fornari
Psicoanalista in sedute lunghe
Psicologo Clinico – Psicoterapeuta
n˚ ADELI 069312049
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